FONDO H2O

INVESTITORI ITALIANI RISCHIANO DI PERDERE 10 MILIARDI DI EURO

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H2O nasce nel 2010, fondata da Bruno Castres con sede a Londra: si tratta di una società di gestione di fondi che investono nei mercati obbligazionari,azionari e valutari a livello globale.

E’ partecipata in forma maggioritaria da Naxitis, una banca d’affari francese.

H2O gestisce attualmente circa 10 miliardi di euro di investimenti da parte di cittadini italiani. Nel 2019,per prima,la società di revisione KPMG  avrebbe appurato una percentuale troppo elevata di  titoli illiquidi presenti nel fondo H2O Allegro violando la normativa Ucits. I titoli illiquidi  hanno una difficile capacità di realizzo; in poche parole, comprando titoli illiquidi  difficilmente questi saranno vendibili.

La normativa europea è chiara sotto questo punto di vista: i titoli illiquidi gestiti da un fondo di investimenti (in questo caso H2O) non possono superare il 10%, visto l’alto potenziale di rischio per gli investitori. Il questionario MIFID predisposto da ogni banca per valutare la preparazione dell’investitore di fronte al mercato finanziario è chiaro. I titoli illiquidi sono pericolosi e non adatti a un investitore alla prime armi o poco esperto.

Nel nostro Paese Banca Generali, Bnl-Paribas, Fineco, Mediolanum, solo per citarne alcuni hanno consigliato ai clienti di azzerare o ridurre considerevolmente l’esposizione su H20.

Di fronte a queste accuse è stato posto un blocco dalle autorità francesi nei confronti di H2O per condotta irregolare; la stessa ha cercato di ovviare al problema creando una linea apposita per titoli illiquidi con la promessa di alienare quest’ultimi. Il risultato? Un crollo netto in borsa per il fondo di investimenti e perdite consistente per gli investitori. Ne  è susseguito l’annuncio della stessa Naxitis sulla volontà di uscire dalla gestione di H2O entro il 2021.

Sotto l’occhio del ciclone per questa mala gestione in primis H2O, per aver violato gli accordi europei in materia di strumenti finanziari; seguono le società di revisione finanziaria, Naxitis, Caceis Bank (banca francese depositaria, onerata degli obblighi di rispondenza della percentuale dei fondi illiquidi detenuti dal depositante) e gli istituti di credito che hanno venduto i fondi in oggetto  ai piccoli investitori senza, talvolta,  verificarne, attraverso la consulenza fornita al risparmiatore, che l’investimento risultasse allineato ai suoi obiettivi e alla sua capacità di sopportare i rischi, assicurandosi quindi che il cliente avesse compreso i rischi e la complessità insiti nell’investimento.

Della tutela degli investitori italiani danneggiati si sta occupando l’associazione Movimento Diritti Europei. Contattaci per avere ulteriori informazioni.

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