MONTE DEI PASCHI DI SIENA – AZIONE COLLETTIVA

Le vicende del tracollo di MPS e la situazione processuale

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MPS, nata nel 1472, si evolve fino a diventare nei primi anni Novanta la quarta banca italiana per raccolta; effettua lo sbarco in Borsa il 25 giugno 1999 ed in breve tempo ottiene da tutte le agenzie di rating la tripla A del proprio merito creditizio.

I primi problemi iniziano nel 2002 con la sottoscrizione del derivato Santorini. In quel periodo MPS ha una quota di partecipazione in Intesa Sanpaolo e, spinta dalla tendenza a effettuare sempre nuove acquisizioni, necessita di liquidità. Allo stesso tempo vuole mantenere la quota in Intesa che nel frattempo aumenta il proprio valore.

A quel punto Deutsche Bank confeziona per la banca senese un prodotto finanziario e viene creata una joint venture tra le due banche per scommettere su derivati che avrebbero preso profitto se le azioni di Intesa fossero salite; al contrario avrebbero subito perdite se le medesime azioni fossero scese.

Nel 2005 la storia si ripete con il derivato, denominato Alexandria e nel 2006 arriva il terzo derivato, la Nota Italia, che vede protagonista la banca JP Morgan.

 

2007 OPERAZIONE ANTONVENETA

La banca comincia a traballare, quando a novembre 2007 il presidente in carica   si accorda con il Santander per comprare Antonveneta per 9 miliardi, il doppio del suo valore. MPS non ha i soldi necessari, così si indebita per 3 miliardi e chiede ai soci un primo aumento di capitale per 5 miliardi.

 

2008 FALLIMENTO LEHMAN BROTHERS-2009 TREMONTI BOND

A settembre 2008, scoppia la bomba dei mutui subprime, fallisce Lehman Brothers, le banche in tutto il mondo si ritrovano senza liquidità e devono intervenire gli Stati.

Nel 2009 arriva il primo prestito del Tesoro: 1,9 miliardi di Tremonti bond. A luglio 2011 Mps prova a rimborsarli con un secondo aumento di capitale, da 2,1 miliardi. Esplode la crisi degli spread sul debito sovrano; Mps ha in pancia decine di miliardi di Btp.

 

2011-12 CAMBIO AI VERTICI

2011 A Siena cambio ai vertici: va via il direttore generale Antonio Vigni, arriva al suo

posto Fabrizio Viola. Nell’ottobre del 2014 il presidente Giuseppe Mussari e il direttore generale Antonio Vigni sono anche condannati a tre anni e sei mesi per ostacolo in concorso all’esercizio delle funzioni delle pubbliche Autorità di Vigilanza. Al suo posto arriverà Alessandro Profumo.

A gennaio 2013 esplode lo scandalo dei «derivati» Alexandria e Santorini, con le banche estere Nomura e Deutsche Bank. L’effetto è immediato: c’è il timore che i clienti possano ritirare i soldi dai conti.

 

2013 MONTI BOND

A giugno 2013 Mps ha di nuovo bisogno dello Stato. Arrivano 3,9 miliardi di Monti Bond metà servono a rimborsare il primo prestito, mentre per estinguere quello nuovo il Monte richiede agli azionisti un terzo aumento di capitale da 5 miliardi.

 

2014 VIGILANZA BANCHE A BCE, UN CLIENTE SU TRE NON PAGA I DEBITI

A fine 2014 la vigilanza sulle banche europee passa alla Bce; dalle analisi emerge che a Siena mancano 2,1 miliardi, perché molti clienti non rimborsano i prestiti. Serve un quarto aumento di capitale e nel 2015 la banca lo chiama per 3 miliardi.

Nel 2016 arriva uno stress test Bce che si concentra sui crediti deteriorati (Npl): sono ben 45 miliardi, in pratica un cliente su tre non restituisce i finanziamenti. La Bce chiede pulizia radicale. Mps li svende per 26 miliardi nominali al fondo Atlante, le perdite sono enormi.

 

2017 IL SALVATAGGIO DELLO STATO

A luglio 2017 scatta il salvataggio pubblico con Padoan ministro del Tesoro e l’ok dell’Europa. Per coprire il buco di 8,1 miliardi vengono convertiti in azioni i 2,7 miliardi di bond subordinati, mentre lo Stato tira fuori 5,4 miliardi, diventando così il maggior azionista. Dopo 6 mesi di trattative l’Europa dà il via libera al Tesoro che diventa primo azionista con una quota del 70%.

 

LA TRATTATIVA UNICREDIT

I patti con Bruxelles sono chiari: lo Stato deve uscire privatizzando l’istituto entro il 2021. A fine luglio nuovo stress test Bce: Siena necessita di altri 2,5 miliardi. Lo Stato non può metterli tenendosi ancora la banca, bisogna trovare un compratore. Al tavolo con il governo si siede solo Unicredit, la trattativa fallisce. Non c’è accordo e la trattativa salta a fine ottobre.

 

E ORA?

Ora lo Stato si trova costretto a sedersi a due tavoli: con la Ue e con la Bce. A Bruxelles deve chiedere più tempo per privatizzare; bisognerà vedere quanto ne verrà concesso e che cosa si vorrà in cambio per tollerare ulteriormente l’aiuto di Stato al Monte dei Paschi. Bisogna abbassare i costi, che vuol dire tagli di personale. A Francoforte dovrà invece negoziare l’aumento di capitale, necessario a stare in piedi. Il Tesoro potrà versare altri soldi pubblici solo se lo faranno anche investitori privati. Che andranno trovati. E andrà trovato anche un acquirente per Mps.

SITUAZIONE PROCESSUALE

Primo processo penale per i derivati Monte dei Paschi di Siena.

Tra gli imputati l’ex presidente MPS, Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale, Antonio Vigni e l’ex responsabile area finanza, Gian Luca Baldassarri, chiamati a rispondere per le irregolarità nelle operazioni effettuate dalla banca senese tra il 2008 e il 2012 per coprire le enormi perdite dovute all’acquisizione di Antonveneta.

Al centro del processo le operazioni sui derivati Santorini e Alexandria, sul prestito ibrido Fresh e sulla cartolarizzazione Chianti Classico.

Accanto agli ex vertici dell’istituto di credito, sul banco degli imputati anche sei ex dirigenti di Deutsche Bank e due ex manager di Nomura.

Gli azionisti rappresentati dal nostro studio legale fiduciario sono stati ammessi quali parti civili nel processo, legittimati a formulare domande di risarcimento dei danni, patrimoniali e morali, derivanti dai contestati reati di manipolazione del mercato (art. 185 del TUF), di falso in prospetto (art. 173 bis del TUF) e false comunicazioni sociali (art. 2622 c.c.).

Secondo processo penale per i derivati Santorini e Alexandria.

E’ attualmente pendente, innanzi al Tribunale di Milano, il proc. pen. n. 955/2016 R.G.N.R. e n. 7321/18 R.G. Dib., che vede i Sig.ri Profumo Alessandro (in qualità di ex Presidente del Consiglio di amministrazione di MPS), Viola Fabrizio (in qualità di ex amministratore delegato e direttore generale) e Salvadori Paolo (in qualità di ex Presidente del Collegio sindacale), imputati, in concorso tra loro, del reato di false comunicazioni sociali ex art. 2622 c.c., con riferimento alle relazioni e ai bilanci di BMPS dal 31.12.2012 fino alla semestrale al 30.06.2015.

Profumo e Viola sono altresì chiamati a rispondere del delitto di manipolazione del mercato ex art. 185 TUF, poiché, secondo la Procura milanese “attraverso i comunicati diffusi al pubblico in relazione all’approvazione dei bilanci d’esercizio e delle situazioni patrimoniali di BMPS dal 31.12.2012 al 30.06.2015, attraverso il sistema telematico NIS – Network Information System, organizzato e gestito a Milano da BORSA ITALIANA, diffondevano al mercato notizie false, idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell’azione ordinaria BMPS quotata sul Mercato Telematico Azionario – MTA, mercato regolamentato, gestito da BORSA ITALIANA, in quanto suscettibili di modificare le decisioni di investimento dell’investitore medio”.

In relazione ai medesimi fatti, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. è chiamata a rispondere, in forza del D.Lgs. n. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, degli illeciti amministrativi derivanti dai contestati reati, per effetto dell’inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza.
Anche in questo processo, gli azionisti rappresentati dal nostro studio legale fiduciario sono stati ammessi quali parti civili nel processo, legittimati a formulare domande di risarcimento dei danni, patrimoniali e morali, derivanti dai contestati reati di manipolazione del mercato (art. 185 del TUF) e false comunicazioni sociali (art. 2622 c.c.).

AGGIORNAMENTI PRIMO PROCESSO

In data 8.11.2019 il Tribunale di Milano ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti di tutti gli imputati.

Sono state ritenute colpevoli anche Deutsche Bank e Nomura, che dovranno versare sanzioni pecuniarie per oltre 3 milioni di euro e sono state disposte confische per un importo complessivo di oltre 150 milioni di euro.

Gli imputati e i responsabili civili, Banca Monte dei Paschi di Siena spa, Deutsche Bank e Nomura International sono altresì stati condannati, in solido, al risarcimento dei danni patiti dagli investitori, danni che saranno liquidati in separato giudizio civile.

Il nostro studio legale fiduciario ha altresì concluso, per un numero considerevole di azionisti rappresentati, soddisfacenti accordi transattivi con Deutsche Bank e Nomura International.

Il 2 dicembre 2021 si è tenuta la prima udienza del secondo grado di giudizio innanzi alla Corte d’Appello di Milano

AGGIORNAMENTI SECONDO PROCESSO

Siamo alla fase conclusiva dell’istruttoria dibattimentale.

L’udienza fissata per il 19 marzo 2020 è stata rinviata, causa emergenza sanitaria COVID 19, al 04 giugno 2020 ore 11.00.

All’udienza del 16 giugno 2020 il Pubblico Ministero, Dott. Stefano Civardi, ha chiesto l’assoluzione degli imputati Viola, Profumo e Salvadori per tutti i fatti di reato contestati.

In data 16 luglio 2020 il nostro studio legale fiduciario ha depositato le conclusioni scritte per le parti civili rappresentate, chiedendo la condanna degli imputati alle pene ritenute di giustizia, nonché la condanna dei medesimi e della Banca Monte dei Paschi di Siena al risarcimento dei danni patrimoniali e morali sofferti dagli azionisti. Con richiesta di una provvisionale immediatamente esecutiva.

Aggiornamento 15 ottobre 2020

La Seconda Sezione del Tribunale di Milano, presieduta dalla Giudice Flores Tanga, ha condannato Profumo e Viola a 6 anni di reclusione ed euro 2.500.000,00 di multa ciascuno per aggiotaggio e false comunicazioni sociali rispetto alla semestrale 2015.

Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Banca Monte dei Paschi è stata condannata a 800 mila euro di multa.

La sentenza ribalta la richiesta del Pubblico ministero Stefano Civardi che aveva chiesto l’assoluzione degli imputati per tutti i reati contestati.

Gli imputati Viola, Profumo e Salvadori, in solido con il responsabile civile Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., sono stati condannati al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separato giudizio civile, a favore di oltre 1600 azionisti rappresentati dal nostro studio legale fiduciario.

PROROGA INCHIESTA CONTABILIZZAZIONE CREDITI DETERIORATI

Sale il numero degli indagati nell’inchiesta della procura di Milano sulla contabilizzazione dei crediti deteriorati da parte di banca MPS. I nuovi nomi emergono, secondo quanto riportato da Radiocor, dalla richiesta di proroga delle indagini, dal 28 febbraio 2022 al 31 maggio 2022. L’indagine vede indagati, come già emerso, l’ex presidente Alessandro Profumo, l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola, l’ex presidente del collegio sindacale Paolo Salvadori, cui si aggiungono altri manager del gruppo e i successori di Profumo e Viola nei rispettivi ruoli, tra cui Massimo Tononi, Alessandro Falciai, Stefania Bariatti e Marco Morelli. Sono indagati per il reato di false comunicazioni sociali gli ex dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari Daniele Bigi (bilancio 2012), Arturo Betunio (bilancio 2013-2014 e 2015) e Nicola Massimo Ciarelli (2016-2017).

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