Finanziamenti Banche Venete
Banche Venete: se hai ancora un debito per quelle azioni, leggi subito questo
Hai acquistato azioni di Veneto Banca o Banca Popolare di Vicenza con un finanziamento che la stessa banca ti aveva concesso? Oppure hai ricevuto un prestito per desistere dalla vendita delle azioni che già detenevi? Forse con un tasso d’interesse quasi a zero che sembrava un’opportunità irripetibile?
Se è così, probabilmente sai già com’è andata: le azioni non valgono nulla. Ma potresti trovarti ancora aggredito da una richiesta di pagamento del prestito da parte di AMCO S.p.A. o di qualche altra società di recupero crediti che ha acquistato i crediti relativi ai vecchi finanziamenti delle banche venete.
- Cosa sono le “operazioni baciate” e perché ti riguardano
Le banche, negli anni prima del crac, concedevano finanziamenti ai propri clienti con l’unico scopo reale di far sì che quei soldi tornassero indietro come sottoscrizione di nuove azioni. Il meccanismo era semplice: la banca ti dava il prestito, tu compravi le azioni, il capitale della banca sembrava aumentare o non subiva deflussi. In realtà era tutto fittizio — e oggi i giudici lo dicono chiaramente.
Queste operazioni si chiamano “operazioni baciate” perché prestito e acquisto – o la mancata vendita delle azioni detenute compensata da prestiti a condizioni di eccezionale favore – erano indissolubilmente legati; due facce della stessa medaglia e del medesimo disegno delle banche.
- I tribunali hanno detto che quelle operazioni non esistono
Nell’ultimo anno e mezzo su questo punto è arrivata una risposta definitiva dalla giustizia italiana — a tutti i livelli.
A gennaio 2025, la Corte di Cassazione (sentenza n. 372[1]) ha stabilito che il divieto di “assistenza finanziaria” previsto dal codice civile — cioè il divieto per una società di prestare soldi a qualcuno affinché compri azioni proprie — vale anche per le banche popolari come Veneto Banca e la Popolare di Vicenza. Non ci sono più dubbi interpretativi su questo.
La conseguenza è radicale: se il divieto è stato violato, l’intera operazione è nulla. Non il solo contratto di prestito, ma tutta l’operazione nel suo insieme — il finanziamento e l’acquisto o la mancata vendita delle azioni.
In pratica: se l’operazione è nulla, non sei mai diventato davvero debitore. Quel debito, legalmente, non è mai nato.
La Corte di Appello di Venezia ha ribadito lo stesso principio con due sentenze gemelle (nn. 1210[2] e 1211[3]) dell’aprile 2025, aggiungendo un dettaglio importante per chi si trova a dover dimostrare il collegamento tra il prestito e l’acquisto di azioni, oppure la mancata vendita di azioni: non occorrono prove dirette. Basta la coincidenza di tempi e importi, o l’apertura di un conto corrente dedicato in prossimità della sottoscrizione. Sono indizi che i giudici ritengono più che sufficienti.
Nello stesso senso si è espresso il Tribunale di Padova (sentenza n. 233 del febbraio 2025[4]): una volta accertata la nullità, i reciproci obblighi restitutori si bilanciano e si azzerano. Né il cliente deve restituire il prestito, né la banca — o il suo successore — ha diritto a pretenderlo.
- Persino i liquidatori di Veneto Banca lo hanno ammesso in Parlamento
Se tutto questo ti sembra ancora troppo teorico, c’è un elemento che lo rende inattaccabile.
Il 22 gennaio 2026[5], i commissari liquidatori di Veneto Banca sono stati ascoltati dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. Davanti ai senatori, hanno riconosciuto apertamente — testuale — che i crediti legati alla parte “baciata” delle operazioni sono ormai inesigibili, perché il diritto giurisprudenziale si è ormai consolidato in modo irreversibile.
In altre parole: chi gestisce la liquidazione di Veneto Banca sa che quei crediti non può riscuoterli. Ma AMCO e le altre società di recupero crediti ci provano lo stesso.
- L’urgenza che non puoi ignorare: la prescrizione
C’è una novità concreta che rende questo momento particolarmente delicato.
Molte di queste richieste di pagamento sono già prescritte — cioè il termine entro cui il creditore aveva diritto di agire è scaduto. In teoria, non potresti essere più costretto a pagare nulla.
Ma attenzione: la prescrizione non opera automaticamente. Se rispondi alla richiesta di pagamento nel merito — anche solo per dire che non sei d’accordo — rischi di riconoscere implicitamente il debito e di far ripartire i termini da capo. Una risposta sbagliata può trasformare un diritto scaduto in un problema reale.
Ecco perché ti chiediamo di non rispondere ad alcuna comunicazione di AMCO o di altre società di recupero crediti prima di aver parlato con un avvocato.
COSA FARE ADESSO
Se hai ricevuto — o potresti ricevere — richieste di pagamento relative a finanziamenti di Veneto Banca o Banca Popolare di Vicenza collegati all’acquisto o alla mancata vendita di azioni, il primo passo è un’analisi della tua posizione specifica.
MDE collabora con lo Studio Legale Calvetti & Partners di Treviso, che segue questi casi da anni e ha ottenuto risultati concreti.
Puoi contattarci direttamente:
📧 finanziamentibanchevenete@dirittieuropei.com
📞 0422 1451674
INDICE
[1] Cass. Civ., Sez. 1, N. 372 del 08-01-2025
[2] Corte Di Appello Di Venezia, Sentenza n.1210 del 12 Aprile 2025
[3] Corte Di Appello Di Venezia, Sentenza n.1211 del 12 Aprile 2025
[4] Tribunale Di Padova, Sentenza n.233 del 6 Febbraio 2025
PROTEGGI I TUOI DIRITTI. AGISCI ORA.
Contatta il Movimento Diritti Europei compilando il form sottostante:
Azioni Legali
| Tutte le azioniHai acquistato azioni di Veneto Banca o Banca Popolare di Vicenza con un finanziamento che la stessa banca ti aveva concesso? Oppure hai ricevuto un prestito per desistere dalla vendita delle azioni che già detenevi? Forse con un tasso d’interesse quasi a zero che sembrava un’opportunità irripetibile? Se è così, probabilmente sai già com’è…
Movimento Diritti Europei vuole aiutare le numerose persone che hanno subito danni a causa del virus Covid-19. Con l'ordinanza del 20 gennaio 2025, il Tribunale Penale di Roma ha disposto l’imputazione coatta per i responsabili della diffusione della pandemia Covid-19 per il reato previsto dall’art. 328 c.p. (i.e., reato di omissione e rifiuto di atti…
La Guardia di Finanza di Milano e del Trentino ha accertato con una maxi inchiesta - chiusa il 20 gennaio 2025 - che la società Global Group Consulting, anziché utilizzare il denaro negli investimenti pattuiti, avrebbe invece utilizzato le somme per pagare i rendimenti promessi ai partecipanti precedenti. La Procura di Milano ha sgominato l’organizzazione arrestando 5 persone, 2 sono fuggite alla…
Dopo il caso Eurovita, un nuovo fallimento scuote il mondo iper-regolamentato delle polizze. Si tratta di prodotti esteri autorizzati che sono stati venduti molto anche in Italia. Sono circa 120 mila, infatti, gli italiani coinvolti nel dissesto del gruppo assicurativo FWU. Il controvalore di polizze vita stimato - sul quale tuttavia non ci sono ancora certezze…
Il motore a 3 cilindri PureTech di 1,2 litri del Gruppo Stellantis è diventato fonte di preoccupazione per diversi automobilisti a causa di problemi riscontrati alla cinghia di distribuzione. Le segnalazioni coinvolgono tutte le varianti del 1.2 PureTech Stellantis, sia quella aspirata da 82 CV, sia le turbo da 110 e 130 CV. Si stima che più di 500.000 proprietari…
Dal 2020 fa parte del gruppo MCC (Mediocredito Centrale – Banca del Mezzogiorno): Utile all’anno 2023 pari a 9,87 milioni di euro; Utile primo semestre 2024 pari a 11,51 milioni di euro. CRONOLOGIA DEGLI EVENTI Nel 2010 ci sono i primi rilievi con la Banca d'Italia, che segnala sia problemi organizzativi, che nei…
È stato avviato in questi giorni il richiamo di oltre 600.000 vetture prodotte da Citroën dal 2009 al 2019. I modelli interessati sono la Citroën C3 e la DS DS 3 per quasi 500.000 esemplari del primo modello e di oltre 100 mila esemplari del secondo modello. La comunicazione: Secondo quanto riportato nelle lettere…
La Banca Popolare dell'Alto Adige S.p.A., ora Volksbank, ha sede nella città di Bolzano; è inoltre presente nelle province di Trento, Belluno, Treviso, Vicenza, Padova, Venezia, Udine e Pordenone per un totale, a fine 2021, di 180 filiali, oltre 1.300 collaboratori, circa 280.000 clienti e quasi 60.000 soci. Nel 2016 gli attivi della banca hanno superato…
MPS, nata nel 1472, si evolve fino a diventare nei primi anni Novanta la quarta banca italiana per raccolta; effettua lo sbarco in Borsa il 25 giugno 1999 ed in breve tempo ottiene da tutte le agenzie di rating la tripla A del proprio merito creditizio. I primi problemi iniziano nel 2002 con la sottoscrizione…
